Assessorato alla Cultura - Regione Emilia Romagna
Associazione Orlando
Fondazione Carisbo
Via del Piombo, 5 - 40125 Bologna Tel. 051 499401 e-mail:archiviodonne@women.it
L'archivio è consultabile su appuntamento.

“In preparing this work our object has been to put into permanent shape the few scattered reports of the Woman Suffrage Movement still be found, and to make it an arsenal of facts for those who are beginning to inquire into the demands and arguments of the leaders of this reform.”
Elisabeth Cady Stanton e Susan B. Anthony, “History of Woman Suffrage”, New York, Fowler & Wells Publisher, 1881, Preface.


Sono passati ormai trent'anni da quando alla fine degli anni Settanta un piccolo gruppo di donne ha dato inizio all’impresa di realizzare a Bologna “uno spazio pubblico” ed un’ istituzione di genere, capace di esprimere le forme nuove della soggettività femminile apparse con forza sulla scena internazionale con il neofemminismo. Ad un primo sguardo tre decenni potrebbero apparire un tempo breve, ma tali non sono se consideriamo l’accelerazione del mutamento propria della contemporaneità, le sue discontinuità, l’avvicendarsi rapido delle generazioni.
Tre decenni sono un tempo lungo anche da un altro punto di vista, quello della durata stessa del luogo che è stato costruito e della continuità dell’impresa che è stata compiuta. Tanto più quando si tratta di imprese di donne particolarmente esposte, come sappiamo, al gioco della visibilità-invisibilità nel discorso pubblico, nella narrazione storica, nelle politiche della memoria.
“Percorsi dell’identità femminile”, “Generare e trasmettere cultura delle donne”, “Memoria e invenzione femminili per una civiltà di individue e individui” sono i titoli successivi dei primi tre progetti programma elaborati dal gruppo che nel 1983 ha dato formalmente vita all’Associazione “Orlando” per realizzare e gestire il Centro di documentazione, ricerca ed iniziativa delle donne di Bologna. In ciascuno di essi è visibile l’intenzione di “inventare”, di misurarsi con il nuovo che il tempo storico portava con sè ed, insieme, il desiderio di lasciare traccia. Individuiamo allora nella Biblioteca il luogo fisico e simbolico in cui di dare visibilità e permanenza alla storia, alla creatività, al pensiero delle donne. Successivamente con la realizzazione di “Server/donne” ci siamo confrontate con un’altra forma dello “spazio pubblico” e con la straordinaria potenzialità di ampliare indefinitamente quel luogo fisico nello spazio virtuale.
Oggi apriamo l’Archivio storico per mettere a disposizione di quante e quanti lo vorranno le carte, i documenti sonori, le immagini che si sono accumulate nel corso di questo trentennio. Desideriamo, lo dicono le parole scelte come exergo, metterle “into a permanent shape”. Per Elisabeth Cady Stanton e Susan Anthony e tutte coloro che contribuirono alla loro straordinaria opera, ciò significava pubblicare la monumentale raccolta di fonti costituita dalla serie di volumi della “History of Woman Suffrage”. Per noi, che rappresentiamo soltanto una delle tante storie che compongono il femminismo contemporaneo, significa rendere fruibili direttamente e on-line - attraverso il necessario lavoro di censimento, inventariazione e catalogazione - i documenti che possediamo, sviluppare i networks già esistenti con gli archivi delle donne nazionali e internazionali, muoverci in uno stretto contatto con i diversi archivi del Novecento.
Siamo però convinte che un archivio di questo tipo non possa vivere ed accrescersi senza un costante lavoro di ricerca storica e documentaria. Per questo il progetto dell’Archivio di storia delle donne nasce alla confluenza tra la domanda di una storia del femminismo ancora da scrivere e la necessità di raccogliere, leggere e rileggere ciò che lo scorrere degli anni ha lasciato dietro di sé nella memoria individuale delle singole, negli scritti di allora, nell’iconografia, nei suoni e nelle immagini fissate nel tempo.
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