Coordinamento Donne Lavoro Cultura

Una mostra



Ognuno ha le proprie origini: in una famiglia, in un territorio. Queste origini segnano, nel bene e nel male, la nostra vita; costituiscono un bagaglio imprescindibile, lieve o pesante, utile o inutile, prezioso o dannoso. Il nostro bagaglio, però, può essere alleggerito, modificato, arricchito. Crescendo, incontri fortuiti o cercati, ambienti differenti, amori, scoperte culturali, spirituali o politiche, aprono orizzonti, mostrano la vita da angolazioni diverse. Incontri talmente significativi da originare rinascite ad una vita nuova, nella quale trovano spazio scelta e consapevolezza. Il movimento delle donne ha segnato la vita del paese e delle città, attraverso varie forme di presenza (collettivi, associazioni, sindacati, partiti, ecc.) e gradi di partecipazione alla vita comune. La vita delle singole donne si è incontrata/scontrata con quella di altre/altri. I percorsi individuali si intrecciano fra loro e con la storia, determinano la storia, così come gli eventi pubblici influiscono sulle singole vite. Trame che scoprono similitudini ma anche - soprattutto - la ricchezza nelle differenze. La mostra si propone di mettere in evidenza questi intrecci (fra donne e donne, donne e uomini, privato e pubblico), attraverso l'esibizione di oggetti, fotografie e video personali e d'archivio. Materiale ritenuto significativo dalle organizzatrici per chi è nata o approdata nella nostra città e che ricorda momenti di un arco di tempo che va dagli ani '40 ad oggi. Una riflessione rivolta a chi a Genova è nata, nato o ci vive, ed anche agli stranieri che stanno mettendo radici nel nostro paese, nei nostri quartieri, conoscono i nostri luoghi e i loro problemi, offrono la loro intelligenza alla nostra vita politica, hanno figli nati qui, imparano l'italiano ed anche il genovese, tifano per le nostra squadre di calcio; così come i nostri emigrati di un tempo, avranno radici in più luoghi, nascite in posti diversi.
Si tratta di una riflessione che parte da un seminario dal titolo Figure delle origini: percorsi di libertà? in cui si ripercorre la stessa strada a ritroso verso le radici, che è il medesimo proposto nella parte fotografica della mostra. Le radici, l'infanzia, sono per tutte il punto di partenza e determina quel bagaglio che ognuna riceve per iniziare a vivere e del quale non le sarà possibile disfarsi. Una partenza diversa per ognuna per condizione sociale, possibilità economica, studi, ambiente, stile di vita, educazione, convinzioni. Che nel corso della vita, si incontreranno con persone e situazioni che modificheranno il bagaglio iniziale provocando svolte, aggiungendo e togliendo. E l'incontro con gli eventi storici che le vede testimoni o attrici contribuirà a rimescolare le carte. Si tratta di eventi eccezionali che vedono negli anni '60 e '70 l'esplodere della conflittualità sociale e il crescere tumultuoso di movimenti di massa dei giovani, dei lavoratori, un desiderio di rinnovamento della società che produce cambiamento dei rapporti sociali e del costume.
L'Italia del dopoguerra, dopo la stagione gloriosa della resistenza, aveva conosciuto il restringimento e il soffocamento di quegli ideali e appiattito nella miseria le speranze. Che comunque riappaiono nelle nuove generazioni che portano a compimento un processo interrotto. Ed è in questo clima che nasce il movimento delle donne, a sua volta un compimento di un processo che ha allargato la visuale, concesso nuovi spazi, modificato le coscienze e le consapevolezze dei propri diritti.
Esibire le proprie vite e i propri percorsi, legarli, collegarli, intrecciarli con questi eventi storici, non è un'operazione narcisistica, ma un metterli a disposizione, per offrire occasione di riflessione, per ricordare o riscoprire di essere fornite di strumenti per affrontare il futuro, per assumere le responsabilità che ognuna ha verso le altre. Non è un'operazione nostalgica, se non per quel tanto di tenerezza che i ricordi comportano, bensì un incitamento ad essere aperte al cambiamento, a cogliere le occasioni che la vita può offrire se riconosciute e catturate anche in tempi di censura e di oblio e, soprattutto, di delega. Una delega della memoria che rende distanti o consuma o rende scontati avvenimenti che appartengono alla storia di tutti e di tutte, creando pericolosi vuoti di memoria, mancanza di connessione tra l'ieri più prossimo e l'oggi.

Mostra Multimediale Itinerante
Centro della creatività - Palazzo Ducale - Piazza Matteotti 5
dal 30 gennaio al 14 febbraio
Centro Civico di Cornigliano - Viale Narisano 14
dal 25 febbraio al 13 marzo
Inaugurazione sabato 30 gennaio ore 16
Palazzo Ducale - Sala del Minor Consiglio
Partecipano:
Marta Vincenzi - Presidente della Provincia di Genova
Roberta Pinotti - Assessora alle Politiche giovanili del Comune di Genova
Bruna Peyrot - Scrittrice

Il Catalogo della mostra
è in vendita a Lire 20.000 presso la nostra associazione

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