Quando le regole sono chiare, sono tante le donne che vincono.

Vogliamo che a dirigere l’italia ci siano sempre più donne

Chi è EmilyTorino?

Chi è?

donne del Piemonte appassionate di politica, non espresse sotto un unico simbolo di partito;
donne che portano la loro passione nella vita di tutti i giorni, in mezzo alla gente;
donne con responsabilità di Governo e Istituzionali;
donne che esprimono la politica nelle relazioni sociali, sul lavoro e nelle Associazioni;
donne che hanno scelto di fare rete scambiandosi esperienze e formazione per l'affermazione della loro autonomia culturale, professionale e politica.
VOGLIAMO che la politica diventi:
- un luogo di formazione;
- un luogo di valorizzazione delle attitudini delle persone;
EmilyTorino è il nome dell'Associazione: della nostra Associazione.

Vuoi fare politica? Emily ti può aiutare,

Emily promuove e sostiene la partecipazione politica delle donne.
Attraverso Emily, anche tu, puoi sostenere le donne che fanno politica.

Molte ci chiamano Emily;

in realtà ci chiamiamo "Emily in Italia".
Siamo nate nel 1998 e nel 2002 ci siamo date una struttura federale.
Ogni sede locale ha il proprio statuto e un'organizzazione autonoma.
Nella nostra città e in Piemonte, Emily vuol dire "Emily Torino".

Emily non a caso.

Sull'esempio delle Emily's List americana e inglese: l'Associazione di donne americane, che nel 1983 sviluppò la prima rete di sostegno per l'affermazione politica delle donne:
In America si chiama Emily perchè utilizza le iniziali del motto "Early Money Is Like Yeast - it makes the doug rise" (Il denaro iniziale è come il lievito - fa crescere l'impasto).

Il Presidente del Consiglio non perde occasione per manifestare il suo pensiero sulle donne in politica: belle e obbedienti devon essere


Torino, 25 marzo 2010

Martedì abbiamo dovuto subire l’ennesima esternazione, sprezzante e becera, del Presidente del Consiglio che, nell’insultare la Governatrice del Piemonte, Le ha dato, in sintesi, della bruttona, perché addirittura Ella si intristirebbe al mattino nel guardarsi allo specchio.

Non vogliamo che passi l’idea, per l’ennesima volta, che le donne italiane, e nel caso specifico quelle torinesi, si lasciano dire di tutto e in fondo non reagiscono, accettano, sopportano. Noi vogliamo dirlo chiaramente che non lo sopportiamo, che lo troviamo abominevole ed inaccettabile che un uomo che governa un Paese repubblicano, democratico, in cui vige una Costituzione che tra i suoi principi fondamentali sancisce la pari dignità sociale di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, si permetta sistematicamente di denigrare le sue cittadine, che rivestano ruoli di spicco o meno, per ragioni pseudo - estetiche ed utilizzando criteri e valutazioni del tutto personali.

Ed ancora, questo continuo parlare per battute, infelici, infelicissime, per non dir di peggio, è scorretto e per nulla trasparente. Insomma, se il nostro Presidente del Consiglio pensa che le donne possano far politica, parlare, lavorare, andare in televisione solo se assomigliano alle veline di striscia la notizia, che la smetta di far battute e lo dica chiaramente, almeno anche le donne che lo apprezzano ne trarranno utili indicazioni di voto.

Il Direttivo di EmilyTorino

Chi lo desidera, può commentare questa lettera nella pagina "Scrivi ad Emily" di questo sito oppure lasciando messaggi nelle nostre pagine su Facebook.

Vogliamo che nessuna si senta più la sola, l’unica, l’eletta ... Vogliamo più democrazia e trasparenza nella selezione di chi si candida e chi ci governa