Il progetto

Nel 2003/2004 30 donne della società civica, singole o provenienti da associazioni, promossero un’Agenda Politica di Donne di Bologna grazie ad un progetto dell’Associazione Orlando sostenuto dalla Commissione Europea nel Quinto programma d’azione per la parità e le pari opportunità tra donne e uomini. In 6 mesi, in vista delle elezioni amministrative, quel comitato di ricerca ascoltò individualmente o in gruppo 600 donne di età, provenienza, formazione, professione e idealità diverse nei luoghi più disparati della città, perché indicassero i problemi che stavano loro a cuore e le positività di cui avevano esperienza. A tutte era chiesta la disponibilità a rivedersi in un evento conclusivo per individuare insieme i tratti di una città desiderabile ed esprimere una visione condivisa in base alla domanda: “Se la tua voce di donna contasse, come cambierebbe Bologna?”. Il 14/15 febbraio 2004, al Quartiere Savena, in un Open Space Technology (OST) 300 donne definirono l’Agenda. Facilitatrice dell’iniziativa e dell’OST, la metodologia scelta per l’incontro corale tra i vari metodi di interazione di gruppi vasti di persone differenti o in conflitto, fu Marianella Sclavi, coadiuvata da Avventura Urbana. L’Agenda fu distribuita in 10.000 copie e proposta ai candidati alla carica di sindaco.

Nel 2010/2011 a partire da quell’esperienza, la prima realizzata da donne nel Paese, e forte di pratiche partecipative urbane svolte in seguito a livello di quartiere, un più largo gruppo aperto e autonomo di donne, Le Promotrici, propone un nuovo percorso partecipativo. Teso ad incontrare un più alto numero di donne, culminerà in un Open Space Technology, ove le convenute formuleranno la Nuova Agenda Politica, la cui diversità dalla prima sarà di fornire non solo principi, ma concrete proposte per il governo cittadino.

Il mutato contesto mostra, nella crisi economica, sociale, politica, istituzionale, culturale, donne giovani che rischiano di perdere opportunità di studio o affrontano l’inoccupazione e il precariato, donne anziane che vivono povertà inaccettabili, donne in cassa integrazione in procinto di perdere definitivamente il lavoro, donne migranti spesso vittime di una doppia discriminazione e di esclusione, donne riportate a ruoli pesanti di cura nel ridursi del sistema di welfare. Mentre la rappresentazione mediatica dei corpi e delle vite femminili ne offende la dignità e nasconde i percorsi reali di emancipazione e libertà di tantissime.

L’iniziativa vuole raccogliere le esperienze, le conoscenze diffuse, le capacità relazionali ormai riconosciute di donne tra loro differenti per contribuire al prodursi di condizioni di vita e di convivenza migliori per tutte e tutti. Ed ancora: vuole valorizzare l’invenzione sociale, la responsabilità civile e la creatività e femminili per promuovere forme partecipate e avanzate di esercizio della cittadinanza e dell’autogoverno. Non si può uscire dal commissariamento di Bologna per vie ancora meno democratiche di quelle praticate in passato.

Le Promotrici, che si riuniscono al Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne della Città, sono responsabili del processo che prevede di ascoltare innanzitutto coloro che non prendono parola nella sfera pubblica, e tanto meno nei luoghi tipici della politica, per incontrarsi poi nel massimo numero possibile a definire l’Agenda. Le categorie e i luoghi in cui intervistare singolarmente e in gruppo le abitanti dell’area metropolitana, così come l’elenco di chi si potrà subito coinvolgere nell’immaginare scenari futuri costruttivi per la città, è lungo, inclusivo e aperto alle idee di quante vorranno aggiungersi all’impresa.

Le Sostenitrici, insieme trasversale di donne autorevoli e competenti, avranno il compito di favorire con Le Promotrici la visibilità, l’apertura e la verifica periodica del percorso.

Facilitatrice guida sarà ancora Marianella Sclavi, aiutata da co-facilitatrici che si sono formate al Centro.

Il nostro invito è rivolto a Tutte, senza steccati ed esclusioni.

L’Agenda, le proposte e progetti saranno presentati e negoziati con le/gli amministratori dei governi cittadini. Il percorso continuerà con tavoli di confronto creativo e laboratori.

NB La cittadinanza attiva è riconosciuta dalla riforma del Titolo V della Costituzione, art. 118, comma 4, 2001. Stato, regioni, province, comuni sono tenuti a favorire chi, individualmente o in modo associato, si attiva per l’interesse generale e il bene comune. La Legge Regionale E.R. 9 febbraio 2010, n. 3, Norme per la definizione, riordino e promozione delle procedure di consultazione e partecipazione all’elaborazione delle politiche regionali e locale ne segue l’indirizzo.


Per info e contatti:
Centro delle Donne, Via del Piombo 7, 40125 Bologna
Sito web: nuovagendadonne.women.it/
Mail: agendadonne@women.it
Telefono: 051 4299417
Fax: 051 4299400