Preambolo Programmatico alla Convenzione con il Comune di Bologna dell'
Associazione Orlando


A cura di Raffaella Lamberti

Nell'ultimo triennio l'associazione "Orlando" ha aperto nuovi ambiti di riflessione e azione. Tale crescita si può riassumere lungo due direttive principali strettamente intrecciate. Da un lato va evidenziato lo sviluppo dei servizi resi al pubblico con l'incremento considerevole della biblioteca/emeroteca e della Biblioteca di Sofia, sezione dedicata ad adolescenti e bambine; con l'avvio di un sistema informativo di genere e l'allestimento del serverdonne, che ospita un data base unico nel paese costituito dai records delle biblioteche/centri di documentazione delle donne in Italia e della rete informatica "Lilith" che li ha predisposti; con le pubblicazioni legate ai diversi settori e l'apertura, insieme alla Libreria Giannino Stoppani, della Collana di Sofia dedicata a bambine e adolescenti; con l'avvio di corsi di aggiornamento per gli insegnanti e di una formazione di genere negli ambiti di intervento soprannominati, che ha ottenuto l'introduzione di qualifiche professionali e profili di carriera innovativi - per esempio bibliotecarie con competenze di genere - a livello dei programmi regionali interni ai piani poliennali dell'Unione Europea. Dall'altro lato va considerato l'approfondimento dell'elaborazione e l'allargamento di reti di relazione femminili a livello locale nazionale e internazionale, in un pianeta attraversato da profonde modifiche storico-sociali e da competizioni economiche e militari sempre più aspre. Anche su questo terreno si possono proporre esempi: la ricerca del gruppo di studio soggettività femminile, modernità e modernità radicale sui processi di trasformazione in atto; la realizzazione di progetti di scambio e cooperazione in Israele/Palestina e in America Latina; la partecipazione al Forum mondiale delle donne di Huairou e alla Conferenza governativa sulle donne di Pechino, così come ai Forum del Cairo e di Copenaghen; il sostegno a reti che, come VADO/WAVE (Visioni Alternative di Donne Ovunque), Portare a casa Pechino, Rete nazionale delle donne migranti e le reti dell'area mediterranea, promuovono ricorrenti incontri internazionali quale il bolognese Molte Donne, Un Pianeta occupandosi di questioni decisive per il futuro di tutte e tutti. Ci riferiamo ai processi di empowerment femminile a livello della società e della politica e alle modifiche profonde che i movimenti delle donne vengono introducendo nei grandi comparti dell'organizzazione sociale (famiglia, mercato, istituzioni) e nei rapporti tra pubblico e privato.

Il riferimento ad altre aggregazioni é d'obbligo: "Orlando" ha coscienza di non esaurire la ricchezza aggregativa e riflessiva delle donne, che in particolare in città si é accresciuta di nuove presenze individuali e collettive. Citiamo tra altri il gruppo "Ad Alta Voce" perché alla caratteristica di essere preponderantemente costituito da giovani donne somma quella, emblematica, di occuparsi di problematiche economico-sociali, vedi la promozione del seminario di studi Per l'autonomia economica delle donne. "Orlando" ha così favorito quante intendessero utilizzare gli spazi e strutture avuti in dotazione e uso dal Comune innanzitutto e da altri enti locali e istituzioni di ricerca. Ricordiamo l'esempio di "Spazio Pubblico di Donne" che, in collaborazione con l'organizzazione non governativa GVC, ha promosso il programma Ponti di donne attraverso i confini in 4 zone della ex Iugoslavia ed ha avviato il gemellaggio tra Bologna e Tuzla. L'Associazione ha poi sostenuto quante volessero aprire spazi e progetti diversi in città, quali in passato la "Casa delle donne per non subire violenza" e di recente la casa aperta da "Armonie" al Fossolo o la nuova Libreria delle Donne, gestita da "Alta Marea". Sempre più numerosi sono anche giovani laboratori e collettivi lesbici.
Un discorso a parte merita il "Gruppone" che, costituito da donne interne/esterne le istituzioni con diverse competenze e afferenze ideali e sociali, viene progettando interventi economici, sociali e politici a livello cittadino e nazionale. Proprio a tali donne (che, a qualsivoglia diversa aggregazione femminile siano appartenute o appartengano, entrano come singole nel "gruppone" il cui nome futuro potrebbe essere Concert/Azione"), "Orlando" lascerà, secondo una logica del "dono" e non dello "scambio di equivalenti", l'iniziativa della biblioteca/centro in ordine ai temi in questione. Ed é una sicura novità.

Le innovazioni sono tuttavia ben più ampie poiché - e sono solo esempi - l'UDI ha deciso di concerto con la stessa "Orlando", di ampliare i servizi di cui le donne potranno godere presso gli spazi del Centro di Documentazione spostando in essi il proprio archivio e la consulenza legale che da anni fornisce. Ciò accadrà mediante una convenzione paritetica tra i due soggetti e in pieno rispetto della reciproca autonomia e delle rispettive dotazioni archivistiche; e potrà accadere grazie al recupero di spazi di cui gode il Centro presso il Palazzo dei Notai, dopo che il passaggio da via Galliera 4 a via Galliera 8 lo aveva privato, otto anni fa, di circa i due terzi della metratura originariamente in dotazione. Vale a dire che da "oggi", e in vista di Santa Cristina, la Biblioteca non dovrà più ospitare impropriamente riunioni nella propria sala aperta al pubblico e risulterà in grado di mettere a disposizione a livello locale una sorta di "archivi riuniti delle donne". Infatti, ragionamenti analoghi sono da tempo in corso con "Voce Donna", un gruppo regionale di teologhe che detiene presso la Biblioteca del Centro l'archivio del suffragismo cattolico legato all'"Alleanza Giovanna d'Arco", e con associazioni professionali e di impresa femminili. Non va del resto dimenticato il numero altissimo di tesi di laurea e di ricerche specialistiche che si svolgono alla Biblioteca del Centro delle donne. E', poi, in corso di definizione una nuova modalità di presenza del "Laboratorio di critica lesbica", un gruppo di giovani studiose che da tempo si riunisce in autonomia al Centro.

Tra le nuove "entrate" a vario titolo negli spazi del Centro vanno, infine, segnalati il "gruppo di lavoro sulla bioetica" costituito di scienziate ed epistemologhe; e un'esperienza più recente ed unica nel nostro paese, l'associazione di analiste, psicologhe, psicoterapiste e infermiere italiane, argentine e della ex Iugoslavia che si occupa di "recupero e risocializzazione" in seguito a traumi da violenze civili e militari. Salgono così a oltre venti le aggregazioni locali, regionali, nazionali e internazionali che hanno eletto a loro sede regolare o episodica il Centro bolognese o che vi hanno stabilito la loro sede giuridica. Quest'ultimo caso é massimamente significativo nelle circostanze in cui prevede il riconoscimento e l'ospitalità giuridica di centri delle donne che, come in passato quelli di Nablus e Gaza ed oggi quello di Prishtina, non possano godere di sufficienti garanzie formali nei territori d'origine e di localizzazione reale.
Tutto ciò rientra in quelle "Politiche della Connessione" che "Orlando" ha messo al cuore delle proprie opzioni teoriche e pratiche per il periodo della convenzione futura e oltre, come recita il titolo stesso del Progetto/Programma: "Individualità/Pluralità, Differenza/Differenze: Politiche della Connessione verso il Terzo Millennio".

A tale proposito, una sottolineatura diversa meritano gli scambi con Spazio Pubblico di Donne e con l'Incubator ImpreseDonna. Quanto a "Spazio Pubblico", la reciprocità tra esso e "Orlando" si é spinta al punto di procedere a una scambievole associatura in ordine alle questioni e iniziative internazionali. E' quindi ad "Orlando" - "Spazio Pubblico di Donne" che faranno capo gli attuali e futuri progetti in merito, realizzati il più delle volte in collaborazione con organizzazioni nongovernative ("Orlando" è del resto associata al COCIS, Federazione di O.N.G.). Con l'Incubator ImpreseDonna "Orlando" ha invece stabilito iniziative congiunte di informazione, progetti di ricerca in ordine all'empowerment femminile, progetti formativi e produttivi sostenibili anche dall'Unione Europea, ecc.

L'Associazione "Orlando" ritiene, infatti, che i cambiamenti intervenuti a livello mondiale e nel paese in anni recenti comportino oggi una radicale trasformazione della propria identità e iniziativa culturale e politica e un'innovazione conseguente negli stili di conduzione della biblioteca/centro delle donne. Se, quindi, il suo orizzonte teorico-politico resta quello dell'autonomia dello spazio pubblico femminile e di una civiltà di donne e uomini, se, insomma, per dirla con parole del progetto/programma su cui é fondata la convenzione in scadenza esso resta quello di una civiltà di individue e individui, è pur vero che i processi istituzionali, economici e sociali in corso richiedono qualcosa d'altro e di più di quanto si scriveva nel 1992.

Viviamo in presenza di una molteplicità autistica, di identità sovraccariche di senso e incapaci di comunicazione che paiono moltiplicare indefinitamente i terreni di ostilità e scontro. La mondializzazione dell'economia, con la sua logica competitiva, e la globalizzazione della società, con le tecnologie della comunicazione telematiche, producono nuovi notabilati ed emarginazioni con spaccature inedite tra i generi e le generazioni e mostrano il rischio sempre più evidente che le nostre città si dividano in assedianti e assediate. Senza fare i conti con tali processi, la stessa prospettiva della politica come chance per tutte e tutti rischia di essere vuota parola. Non a caso, nel nostro paese, le giovani donne studiano più dei loro coetanei e meno dei loro coetanei trovano lavoro. Non a caso é un volto prevalentemente femminile e più spesso nero o non bianco, il volto della nuova povertà (vedi Social Summit di Copenaghen). Ed ancora, é donna l'oggetto della recrudescenza delle violenze sessuali (vedi Forum di Huairou e Conferenza di Pechino, nonché il convegno delle case delle donne per non subire violenza a Ravenna). Tutto questo, in presenza di un'inedita libertà femminile rispetto ai rapporti tradizionali e patriarcali di subordinazione tra i sessi. La Conferenza del Cairo sulla popolazione ha, infatti, segnato un passo decisivo nel riconoscimento dell'avvenuto controllo femminile sulla fecondità, mentre la Conferenza di Pechino ha attuato una più forte registrazione della libera sessualità femminile con la formula "diritti sessuali" delle donne.

Eppure dalla Dichiarazione dei governi e dalla Piattaforma d'Azione uscite dalla Conferenza di Pechino è scivolato via tutto ciò che era critica all'attuale modello di sviluppo e ai modelli dominanti di società, benché l'evento cinese abbia evidenziato sia al Forum che alle negoziazioni governative le donne come soggetto politico insieme locale e globale
. A tale soggetto, ai conflitti e alle pratiche messe in luce da donne di tutto il pianeta per cambiare le relazioni umane e sociali, "Orlando" fa riferimento per ravvisare gli elementi strategici del proprio cambiamento e della propria azione futura. Se, dunque, l'intreccio tra piano simbolico delle visioni e piano delle circostanze materiali di vita é sempre stato presente, come spesso avviene nelle esperienze femminili, nella sua attività di documentazione ricerca e iniziativa, in futuro "Orlando" si volgerà con maggior decisione ai temi proposti dal cambiamento in atto. Ciò farà - é ovvio - continuando a generare, accumulare e trasmettere cultura delle donne com'é nella sua ragion d'essere e nel suo mandato. Ma approfondirà ricerca e progettazione in ordine all'attività delle donne, che resta il vero meccanismo di aggiustamento tra produzione e riproduzione, e in ordine a forme di doppia sovranità maschile e femminile, che sono essenziali a una duplice concomitante trasformazione della società e delle istituzioni. A tale proposito si inseriscono nel nuovo progetto/programma sia lo spazio maggiore dato alla ricerca sociale e alla conricerca, sia la proposta di una scuola di politica intitolata ad Hannah Atrendt, sia i piccoli progetti produttivi e di incom generation rivolti a donne giovani o espulse dal mercato del lavoro e da realizzare anche insieme all'Incubator ImpresaDonne o al gruppo "Ad Alta Voce", sia l'incontro tra "migranti" e "native" e lo scambio tra donne di aree privilegiate e svantaggiate del pianeta. Proporre il primato di una diversa grammatica della parola e azione pubblica ci appare necessario, perché il cambiamento può partire dal rendere visibile a livello delle statistiche nazionali e delle politiche economiche locali e nazionali la quantità e il valore del lavoro di cura e di riproduzione sociale non pagato; perché oggi la cura del vivente che donne attente e coraggiose pongono al cuore delle loro pratiche sono dettati da lungimiranza ben più di politiche che li intendano come compiti "naturali" di chi voglia sacrificarsi per altre e altri; perché costruire relazioni e dimensioni di pace, contribuire alla serenità di chi é venuto prima, salvaguardare prospettive di futuro per i nuovi nati, insomma volere qualità nell'esistenza e fare società tra non affini é la politica.
Ciò vuole contribuire al dibattito in corso a livello economico-sociale contro il mercato polemologico o selvaggio a vantaggio di forme sociali dell'economia, così come alla riflessione in ordine alla corretta distinzione tra "pubblico" e "statale" e alla "doppia democratizzazione" dall'alto e dal basso, provocando confronti conflitti o alleanze di merito anche tra uomini e donne. Questo vedere e agire deve e può uscire dalla residualità in cui é mantenuto rispetto all'agire incentrato sulla costellazione che unisce efficienza interessi e poteri forti. E certo, esso é parte dell'esperienza storica delle donne.

Interrogarsi sul senso del proliferare insensato di identità chiuse e ostili, parallelo al dispiegamento insensato delle merci e del capitale finanziario nei processi di globalizzazione, potrebbe avere il significato di uscire infine dal monismo e monologismo che ha caratterizzato le nostre configurazioni sociali non meno che i nostri sistemi filosofici. E' opinione di "Orlando" che porre alla base delle proprie visioni e iniziative la dimensione originaria della singolarità/pluralità dell'essere e del convivere, comprendere che «ciò che esiste, qualunque sia la sua esistenza, poiché esiste co-esiste», equivalga ad affrontare insensatezza e ingiustizia. E ciò é inteso a partire dal dare significato a quella peculiare pluralità originaria che é la differenza sessuale. Sono, quindi, una grammatica della pluralità e una pratica della connessione a informare il progetto/programma su cui si definisce la nuova convenzione tra il Comune di Bologna e l'associazione "Orlando".

Poiché contenuti e forme fanno tutt'uno nella sperimentazione istituzionale prevista all'origine della biblioteca/centro delle donne cittadina e attuata mediante il rapporto paritetico di convenzione tra l'istituzione comunale e un'associazione femminile, é oggi richiesta una modifica formale dello stesso spazio pubblico della biblioteca/centro, vale a dire che é richiesta un'istituzione femminile di nuovo modello. L'"oggetto" si presta a essere emblematico e verificabile comportando la puntuale ridefinizione delle sovranità e funzioni rispettive dei due soggetti contraenti la convenzione e, conseguentemente, del rapporto pubblico/privato fino a qui esperito.
Ma condizioni del pari indispensabili risultano essere nuove afferenze della biblioteca/centro e nuove procedure amministrative all'interno dell'amministrazione comunale da affiancare a staff, budget e sedi idonee alla realizzazione dell'iniziativa. Per la reale e imprescindibile autonomia della propria progettualità e, quindi, per sottoscrivere una convenzione, "Orlando" ha chiesto l'individuazione di modalità efficaci e rapide sul piano burocratico-amministrativo come si evince dall'articolo 4 della convenzione.

Dal canto suo, l'associazione corrisponde al salto di qualità richiesto dal nuovo contesto e dalla nuova negoziazione perché, mutato il proprio statuto e definite figure collegiali e responsabili ai livelli teorico-politici e organizzativi che le competono, ha avviato il comitato promotore che a norma di legge deve accompagnare la sua trasformazione in fondazione; ha attivato, nel rispetto delle reciproche autonomie visioni e iniziative, singole e gruppi esterni all'associazione a partire dalle giovani donne che già ruotano vicine alla biblioteca/centro e dalle molte aggregazioni che la frequentano in vista di un'elaborazione e gestione comune del nuovo progetto/programma o di sue parti e/o per un utilizzo allargato di spazi e strutture del centro stesso; ha stretto convenzioni parallele con Provincia e Regione nonché con diversi Dipartimenti dell'Ateneo bolognese e con istituzioni ed enti di ricerca e documentazione cittadine o nazionali; ha sviluppato progetti finanziati dall'Unione Europea, alcuni dei quali realizzati in collaborazione con Organizzazioni Non Governative e/o Federazioni delle stesse.

Documeto creato il 9/10/1996 Server Donne