Tutti gli articoli di Irene

Un 8 marzo al giorno

Care amiche, cari amici, sappiamo bene che in questo periodo si concentrano molti appuntamenti più o meno “dedicati alle donne”. Qualcuno magari ideato o condotto da donne, che già non è male. Ne abbiamo selezionati alcuni, da quelli a cui partecipa direttamente qualcuna di noi (e ci scuserete, ma se non siamo noi le prime a parlarne, chi dovrebbe farlo?), a quelli organizzati da amiche, amici o gruppi con cui abbiamo rapporti, ad altri che semplicemente ci incuriosiscono o ci sembrano interessanti. Una segnalazione al giorno, da qui all’8 marzo.

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Cominciamo dalla capitale: oggi alle 19.30 all’interno della rassegna Ritratti di donne che hanno fatto la storia, “101 donne che hanno fatto grande Roma”, lettura recitata di Paola Staccioli, autrice del libro omonimo. Presso la Casa delle Donne Lucha Y Siesta, via Lucio Sestio 10.

Inaugurazione mostra alla Biblioteca delle donne – Bologna

giovedì 25 settembre alle ore 18, presso la Biblioteca italiana delle donne, via del Piombo 5, Bologna,  inaugurazione della mostra L’arte declinata al femminile. La biblioteca di Ida Gianelli.

All’inaugurazione saranno presenti Ida Gianelli, Pierangelo Bellettini, Gianfranco Maraniello, Maura Pozzati, Annamaria Tagliavini, Grazia Toderi.

L’iniziativa fa parte della manifestazione Artelibro. Festival del libro e della storia dell’arte.

Qui il programma completo.

Tre domande facili (e una difficile)

“Mamma, non mamma”. Puntata 0

Ed eccoci qui a rompere il ghiaccio (sì, verrebbe la battuta sul rompere le acque, visto che ormai ci siamo, ma non la farò) con le prime domande alla nostra Federica, che saranno lo spunto per questo dialogo virtuale – tra noi anche molto ravvicinato, in realtà – e pubblico.

La prima domanda, la prima che, so per certo, è passata per la testa di almeno la metà di noi quando ci è stata data la notizia, in una fredda sera di marzo, è:

Ma chi te l’ha fatto fare?

So che può sembrare irriverente, e forse scandalosa, specialmente in momenti storici – e in popoli come il nostro – di esaltazione della maternità e ritorno “alla tradizione”, qualunque cosa voglia dire (esaltazione apparente, sia chiaro, ho ben presente i problemi e le difficoltà delle madri, dei padri e dei bambini, e cercheremo di indagarli un po’ anche in questo dialogo). Ma questa domanda è in realtà profonda, e sincera, nel suo:

Perché?

Vorrei sapere qual è, in una maternità scelta e consapevole, come questa, la motivazione profonda, il momento in cui si capisce che si vuole essere madri (quel momento e quel padre, anche. Almeno, per me fa la differenza) e cosa pensi.

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Lo so, non siamo partiti da una domanda proprio facile, e allora le altre due saranno più dirette:

Maschio o femmina? Anzi: Femmina o maschio? (Per invertire il solito ordine gerarchico, grrr.)

E qui ti faccio un passaggio di quelli belli:

Quale sarà il suo nome?

(sì, te lo chiedo):

Perché?

A che punto è la Spagna

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Chi di voi ci conosce ricorderà questa foto.

È stata scattata il primo febbraio di quest’anno, durante la manifestazione europea “El tren de la libertad”, in sostegno alle donne spagnole che protestavano contro la nuova proposta di legge sull’aborto presentata dal ministro della giustizia Gallardón.

Insieme ad altri gruppi di donne bolognesi avevamo contributo a proporre, diffondere, richiamare attenzione e organizzare il presidio in piazza Maggiore a Bologna.

Ricordo una giornata bellissima, così come i giorni che l’hanno preceduta e quelli che l’hanno seguita, passati a scrivere, fare cartelli e striscioni, conoscere persone, raccogliere foto.

Ricordo che una di noi ancora non ci aveva detto di essere incinta, e si era presentata con il cartello “Il mio pancione è mio”. Col senno di poi…

Ricordo le discussioni, prima e dopo. La quantità di articoli letti. I libri passati di mano in mano. I post su facebook. I documenti, come questo.

E poi?

Non so a voi, ma a me quello che fa rabbia non è tanto il sollevarsi del rumore, il rilancio delle notizie anche non troppo approfondite, il prendere parola e il moltiplicarsi delle opinioni, quanto il posarsi della polvere, dopo.

E mi fa rabbia su di me, tanto per cominciare. Così, presa in contropiede dalla domanda: “Ma poi, quella storia dell’aborto in Spagna, com’è andata a finire?”, ho deciso di studiare un po’. Ed ecco il risultato. Il link a un articolo chiaro, riassuntivo ma serio, sulla situazione delle leggi in Spagna sull’interruzione volontaria di gravidanza. Datato 2 aprile, due mesi dopo la manifestazione.

Attualmente la legge non è ancora entrata in vigore, ma il ministro della giustizia Gallardón, prima della pausa estiva, ha dichiarato di volerla farla approvare prima della fine dell’estate. Si parla di settembre.

Leggi l’articolo del Pais.

A oggi, ormai 26 agosto, nessuna novità.

Noi continueremo a seguirla, pronte a tornare in piazza.

E non smettiamo di parlarne, per favore.