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Arrivederci Rosae ciao

mafaldaCare amiche, cari amici,

questo blog non verrà più aggiornato: una presenza costante sul web è, purtroppo, al di sopra delle nostre forze. Abbiamo comunque deciso di non cancellare i contenuti già caricati perché “cancellare” è un verbo che non ci piace. Rimarremo su Facebook oppure su altre piattaforme, ciascuna a suo modo oppure insieme. Un abbraccio dalle Rosa Rosae (comunque femministe, ancora).

8 marzo 1945-2015 Appuntamenti Udi a Bologna e area metropolitana

Ed eccoci arrivate alla quinta segnalazione di questa settimana pre-8 marzo. Non un unico appuntamento, ma i diversi appuntamenti organizzati a Udi a Bologna: all’interno anche l’anticipazione del documentario “Paura non abbiamo”, che vi abbiamo segnalato ieri, ma non solo: incontri, mostre, musica e spettacoli. E ci sono, ancora, parti di noi: con la replica dello spettacolo “Pane, lavoro e pace”, e con l’inaugurazione della mostra “Pane, pace e libertà. Storia illustrata dei Gruppi di Difesa della Donna”.

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Un 8 marzo al giorno

Care amiche, cari amici, sappiamo bene che in questo periodo si concentrano molti appuntamenti più o meno “dedicati alle donne”. Qualcuno magari ideato o condotto da donne, che già non è male. Ne abbiamo selezionati alcuni, da quelli a cui partecipa direttamente qualcuna di noi (e ci scuserete, ma se non siamo noi le prime a parlarne, chi dovrebbe farlo?), a quelli organizzati da amiche, amici o gruppi con cui abbiamo rapporti, ad altri che semplicemente ci incuriosiscono o ci sembrano interessanti. Una segnalazione al giorno, da qui all’8 marzo.

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Cominciamo dalla capitale: oggi alle 19.30 all’interno della rassegna Ritratti di donne che hanno fatto la storia, “101 donne che hanno fatto grande Roma”, lettura recitata di Paola Staccioli, autrice del libro omonimo. Presso la Casa delle Donne Lucha Y Siesta, via Lucio Sestio 10.

Tre domande facili (e una difficile)

“Mamma, non mamma”. Puntata 0

Ed eccoci qui a rompere il ghiaccio (sì, verrebbe la battuta sul rompere le acque, visto che ormai ci siamo, ma non la farò) con le prime domande alla nostra Federica, che saranno lo spunto per questo dialogo virtuale – tra noi anche molto ravvicinato, in realtà – e pubblico.

La prima domanda, la prima che, so per certo, è passata per la testa di almeno la metà di noi quando ci è stata data la notizia, in una fredda sera di marzo, è:

Ma chi te l’ha fatto fare?

So che può sembrare irriverente, e forse scandalosa, specialmente in momenti storici – e in popoli come il nostro – di esaltazione della maternità e ritorno “alla tradizione”, qualunque cosa voglia dire (esaltazione apparente, sia chiaro, ho ben presente i problemi e le difficoltà delle madri, dei padri e dei bambini, e cercheremo di indagarli un po’ anche in questo dialogo). Ma questa domanda è in realtà profonda, e sincera, nel suo:

Perché?

Vorrei sapere qual è, in una maternità scelta e consapevole, come questa, la motivazione profonda, il momento in cui si capisce che si vuole essere madri (quel momento e quel padre, anche. Almeno, per me fa la differenza) e cosa pensi.

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Lo so, non siamo partiti da una domanda proprio facile, e allora le altre due saranno più dirette:

Maschio o femmina? Anzi: Femmina o maschio? (Per invertire il solito ordine gerarchico, grrr.)

E qui ti faccio un passaggio di quelli belli:

Quale sarà il suo nome?

(sì, te lo chiedo):

Perché?