Archivi categoria: Lavoro

Lo spettacolo è maschio?

«La Risoluzione sull’Uguaglianza di Trattamento e Accesso per Uomini e Donne nelle Arti dello Spettacolo di Marzo 2009 del Parlamento Europeo è stata indirizzata a tutti i Governi e le Istituzioni europee, con l’invito di mettere in pratica le proposte ivi contenute, sottolineando che “la discriminazione contro le donne mantiene basso lo sviluppo del settore della cultura e lo priva di talenti e capacità… Il contatto costante con il pubblico è necessario per ottenere l’altrui riconoscimento.” La risoluzione afferma che “sebbene le ineguaglianze nelle prospettive di carriera e nelle opportunità tra uomini e donne nello spettacolo dal vivo siano molto presenti e persistenti… i meccanismi che producono tali ineguaglianze di genere dovrebbero essere seriamente presi in esame… (ed incoraggia) gli Stati Membri a produrre analisi comparative della situazione presente nell’ambito dello spettacolo dal vivo nei vari Stati dell’Unione, per redigere statistiche al fine di facilitare il progetto e la messa in atto di politiche comuni e assicurare che il progresso raggiunto possa essere paragonato e misurato”. »

Da non perdere l’articolo Che musica maestra! di Patricia Adkins Chiti, sull’ultimo numero di InGenere. È una buona notizia che qualcuno si occupi della questione, ma i risultati sono sconfortanti, persino nel mitico Nord Europa. Leggere per credere.

Un digestivo per l’8 marzo. Ovvero: sugli spettacoli a orologeria.

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Scriveva Lella Costa, nel delizioso Piccole donne crescono, contenuto nell’ormai introvabile In tournée: «va meglio, sempre meglio, ho molte soddisfazioni, sono più stimata, più considerata (e lo capisco da tanti segni: per esempio, non faccio più spettacoli solo l’8 marzo)».

Nel suo piccolo, ogni attrice o artista, anche misconosciuta o del tutto ignota, può capirla: sembra che per la “festa della donna”, improvvisamente, anche i più incalliti sessisti si sentano chiamati a dedicare al nostro genere un contentino, una giornatina, un ammicco. L’ipocrisia ottomarzolina è una vecchia e trita storia, io stessa mi chiedo se abbia senso tornarci sopra; però un po’ di prurito me lo dà, specialmente quest’anno.  Continua la lettura di Un digestivo per l’8 marzo. Ovvero: sugli spettacoli a orologeria.

Senza giusta causa. Un libro di Eloisa Betti ed Elisa Giovannetti

è uscito “Senza giusta causa. Le donne licenziate per rappresaglia politico-sindacale a Bologna negli anni ’50” di Eloisa Betti e Elisa Giovannetti, Editrice Socialmente 2014.

Il libro di Eloisa Betti ed Elisa Giovannetti affronta il tema dei licenziamenti per rappresaglia politico-sindacale, che colpirono militanti del partito comunista, socialista o attivisti della CGIL, a Bologna tra la fine degli anni ’40 e la metà degli anni ’50, rappresentando un fenomeno di portata nazionale. In quel periodo, la città emiliana fu la capitale per eccellenza della guerra fredda e venne segnata da un forte conflitto sociale e forme di repressione violente da parte del potere centrale e delle forze di polizia. Il ruolo delle donne nelle lotte contro i licenziamenti e la loro massiccia presenza tra i licenziati sono stati finora minimizzati se non addirittura ignorati dalle ricostruzioni storiche, dando vita ad una memoria collettiva declinata esclusivamente al maschile.
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Inchiesta: Il dossier “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”

Inchiesta: “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”

Questo dossier tenta di resti­tuirci, seppur in modo sinte­tico e forse impreciso, la ric­chezza della discussione che ha avuto luogo a Bologna il 3-­4 marzo 2012 in occasione del Convegno “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”, promosso dalla rete “Se non ora quando?”. Continua la lettura di Inchiesta: Il dossier “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”