Tre domande facili (e una difficile)

“Mamma, non mamma”. Puntata 0

Ed eccoci qui a rompere il ghiaccio (sì, verrebbe la battuta sul rompere le acque, visto che ormai ci siamo, ma non la farò) con le prime domande alla nostra Federica, che saranno lo spunto per questo dialogo virtuale – tra noi anche molto ravvicinato, in realtà – e pubblico.

La prima domanda, la prima che, so per certo, è passata per la testa di almeno la metà di noi quando ci è stata data la notizia, in una fredda sera di marzo, è:

Ma chi te l’ha fatto fare?

So che può sembrare irriverente, e forse scandalosa, specialmente in momenti storici – e in popoli come il nostro – di esaltazione della maternità e ritorno “alla tradizione”, qualunque cosa voglia dire (esaltazione apparente, sia chiaro, ho ben presente i problemi e le difficoltà delle madri, dei padri e dei bambini, e cercheremo di indagarli un po’ anche in questo dialogo). Ma questa domanda è in realtà profonda, e sincera, nel suo:

Perché?

Vorrei sapere qual è, in una maternità scelta e consapevole, come questa, la motivazione profonda, il momento in cui si capisce che si vuole essere madri (quel momento e quel padre, anche. Almeno, per me fa la differenza) e cosa pensi.

mafalda031zb

Lo so, non siamo partiti da una domanda proprio facile, e allora le altre due saranno più dirette:

Maschio o femmina? Anzi: Femmina o maschio? (Per invertire il solito ordine gerarchico, grrr.)

E qui ti faccio un passaggio di quelli belli:

Quale sarà il suo nome?

(sì, te lo chiedo):

Perché?

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