IO DECIDO – rassegna stampa minima

http://www.radiocittadelcapo.it/archives/presidi-anti-aborto-141946/

http://womenareurope.wordpress.com/2014/07/01/il-coordinamento-io-decido-2014-di-bologna-oggi-in-piazza-no-alle-pressioni-psicologiche-su-chi-decide-di-abortire-no-alle-pressioni-esterne-e-interne-agli-ospedali-rispetto-della-laicita-dei-beni/

http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/-/4517221 Continua la lettura di IO DECIDO – rassegna stampa minima

A che punto è la Spagna

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Chi di voi ci conosce ricorderà questa foto.

È stata scattata il primo febbraio di quest’anno, durante la manifestazione europea “El tren de la libertad”, in sostegno alle donne spagnole che protestavano contro la nuova proposta di legge sull’aborto presentata dal ministro della giustizia Gallardón.

Insieme ad altri gruppi di donne bolognesi avevamo contributo a proporre, diffondere, richiamare attenzione e organizzare il presidio in piazza Maggiore a Bologna.

Ricordo una giornata bellissima, così come i giorni che l’hanno preceduta e quelli che l’hanno seguita, passati a scrivere, fare cartelli e striscioni, conoscere persone, raccogliere foto.

Ricordo che una di noi ancora non ci aveva detto di essere incinta, e si era presentata con il cartello “Il mio pancione è mio”. Col senno di poi…

Ricordo le discussioni, prima e dopo. La quantità di articoli letti. I libri passati di mano in mano. I post su facebook. I documenti, come questo.

E poi?

Non so a voi, ma a me quello che fa rabbia non è tanto il sollevarsi del rumore, il rilancio delle notizie anche non troppo approfondite, il prendere parola e il moltiplicarsi delle opinioni, quanto il posarsi della polvere, dopo.

E mi fa rabbia su di me, tanto per cominciare. Così, presa in contropiede dalla domanda: “Ma poi, quella storia dell’aborto in Spagna, com’è andata a finire?”, ho deciso di studiare un po’. Ed ecco il risultato. Il link a un articolo chiaro, riassuntivo ma serio, sulla situazione delle leggi in Spagna sull’interruzione volontaria di gravidanza. Datato 2 aprile, due mesi dopo la manifestazione.

Attualmente la legge non è ancora entrata in vigore, ma il ministro della giustizia Gallardón, prima della pausa estiva, ha dichiarato di volerla farla approvare prima della fine dell’estate. Si parla di settembre.

Leggi l’articolo del Pais.

A oggi, ormai 26 agosto, nessuna novità.

Noi continueremo a seguirla, pronte a tornare in piazza.

E non smettiamo di parlarne, per favore.

Care amiche, cari amici, siamo un gruppo di donne con un nome un po’ romantico, ma abbiamo propositi molto agguerriti. Il nostro gruppo, nato a Bologna ma con un piede in varie altre città, esiste da alcuni anni e ora vorrebbe prendere parola sul web. Siamo femministe, siamo giovani ma non giovanissime, abbiamo in comune interessi e competenze che spaziano soprattutto nel mondo della cultura, dell’informazione, della comunicazione. È in questi ambiti che agiamo maggiormente e probabilmente partiremo da qui a scrivere. Ma non è detto. Come vedete il sito è in lenta costruzione, ma ci lavoriamo un po’ tutti i giorni e speriamo di essere più “piantate” (la metafora botanica è sfuggita involontariamente, ma sta bene con il nostro nome) e più assidue. Saremo felici di scambiarci testi e collegamenti con le tante sorelle del web. Quindi se qualcuna vuole scriverci, utilizzando la modalità “commento” può già farlo. A presto!

194, una legge a rischio?

Rilanciamo questo video apparso su  Converso, rivista on line a cura di giornalisti e video maker indipendenti modenesi, che parla della legge 194 e della sua violazione.  (RR)

“Storie tra Emilia, Lazio e Lombardia di soprusi e violazioni quotidiane nell’applicazione della 194, la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza. Una legge che ha generato fin dalla sua approvazione contrapposizioni feroci. Su una sola cosa sono tutti d’accordo: in Italia chi fa figli non gode di alcun sostegno. Un reportage in collaborazione con Q Code Magazine”

di Giulia Bondi, Anna Ferri, Davide Lombardi, Isabella Colucci, Antonio Tomeo

Io decido. Riprendere il dibattito, difendere l’autodeterminazione della donne

RosaRosae ha aderito al coordinamento “Io decido” e parteciperà al dibattito che si terrà martedì 8 luglio ore 18.00 – Policlinico Sant’Orsola – Bologna
AULA 1e 2 PADIGLIONE 3via Albertoni, 15

LA LIBERTA’ DI SCELTA DELLE DONNE, L’ OBIEZIONE DI COSCIENZA E LE SUE CONSEGUENZE SULL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

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Senza giusta causa. Un libro di Eloisa Betti ed Elisa Giovannetti

è uscito “Senza giusta causa. Le donne licenziate per rappresaglia politico-sindacale a Bologna negli anni ’50” di Eloisa Betti e Elisa Giovannetti, Editrice Socialmente 2014.

Il libro di Eloisa Betti ed Elisa Giovannetti affronta il tema dei licenziamenti per rappresaglia politico-sindacale, che colpirono militanti del partito comunista, socialista o attivisti della CGIL, a Bologna tra la fine degli anni ’40 e la metà degli anni ’50, rappresentando un fenomeno di portata nazionale. In quel periodo, la città emiliana fu la capitale per eccellenza della guerra fredda e venne segnata da un forte conflitto sociale e forme di repressione violente da parte del potere centrale e delle forze di polizia. Il ruolo delle donne nelle lotte contro i licenziamenti e la loro massiccia presenza tra i licenziati sono stati finora minimizzati se non addirittura ignorati dalle ricostruzioni storiche, dando vita ad una memoria collettiva declinata esclusivamente al maschile.
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Inchiesta: Il dossier “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”

Inchiesta: “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”

Questo dossier tenta di resti­tuirci, seppur in modo sinte­tico e forse impreciso, la ric­chezza della discussione che ha avuto luogo a Bologna il 3-­4 marzo 2012 in occasione del Convegno “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”, promosso dalla rete “Se non ora quando?”. Continua la lettura di Inchiesta: Il dossier “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”