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Spagna: il governo ritira la riforma dell’aborto

Questa si che è una notizia: il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato ieri che la riforma della legge sull’aborto non si farà. Il ministro della giustizia Gallardon, autore di un progetto di legge che definire fascista e maschilista è un pallido eufemismo, ha annunciato le sue dimissioni.womenareeurope La notizia è di ieri ma me ne accorgo adesso. “Gravissimo”, mi dico. Io ero in viaggio, sicuramente ero distratta; eppure non ho mancato di aprire i giornali online e anche un cartaceo. Allora si vede che ero molto distratta – cose che succedono. Tuttavia, ho come il sospetto che se ne sia parlato poco, che ancora una volta queste siano considerate questioni da femministe (o “da femmine”, che è quasi peggio); e allora per una volta evviva facebook, che personalmente utilizzo e considero molto poco, dove molte amiche di womenareurope, che hanno guidato la mobilitazione per contrastare un progetto di legge che di fatto avrebbe cancellato femministe non mancano di segnalare la notizia.

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A che punto è la Spagna

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Chi di voi ci conosce ricorderà questa foto.

È stata scattata il primo febbraio di quest’anno, durante la manifestazione europea “El tren de la libertad”, in sostegno alle donne spagnole che protestavano contro la nuova proposta di legge sull’aborto presentata dal ministro della giustizia Gallardón.

Insieme ad altri gruppi di donne bolognesi avevamo contributo a proporre, diffondere, richiamare attenzione e organizzare il presidio in piazza Maggiore a Bologna.

Ricordo una giornata bellissima, così come i giorni che l’hanno preceduta e quelli che l’hanno seguita, passati a scrivere, fare cartelli e striscioni, conoscere persone, raccogliere foto.

Ricordo che una di noi ancora non ci aveva detto di essere incinta, e si era presentata con il cartello “Il mio pancione è mio”. Col senno di poi…

Ricordo le discussioni, prima e dopo. La quantità di articoli letti. I libri passati di mano in mano. I post su facebook. I documenti, come questo.

E poi?

Non so a voi, ma a me quello che fa rabbia non è tanto il sollevarsi del rumore, il rilancio delle notizie anche non troppo approfondite, il prendere parola e il moltiplicarsi delle opinioni, quanto il posarsi della polvere, dopo.

E mi fa rabbia su di me, tanto per cominciare. Così, presa in contropiede dalla domanda: “Ma poi, quella storia dell’aborto in Spagna, com’è andata a finire?”, ho deciso di studiare un po’. Ed ecco il risultato. Il link a un articolo chiaro, riassuntivo ma serio, sulla situazione delle leggi in Spagna sull’interruzione volontaria di gravidanza. Datato 2 aprile, due mesi dopo la manifestazione.

Attualmente la legge non è ancora entrata in vigore, ma il ministro della giustizia Gallardón, prima della pausa estiva, ha dichiarato di volerla farla approvare prima della fine dell’estate. Si parla di settembre.

Leggi l’articolo del Pais.

A oggi, ormai 26 agosto, nessuna novità.

Noi continueremo a seguirla, pronte a tornare in piazza.

E non smettiamo di parlarne, per favore.