"Ponti di Donne"
Non permettere un'altra guerra!



Today, in the face of desperate and repeated appeals, coming from thousands of women in Kosova who are demonstrating in Prishtina, we ourselves, women who have been giving their commitment for years in order to reconstruct civil life in former-Yugoslavia, by establishing relationships of solidarity and mutual exchange, want to let you know their vital voice, for democracy and freedom, signing these meaningful words: better divorce peacefully and develop neighbouring prosperous relationships, than to have losses and animosities of long terms. Since we are firmly convinced that a policy of attention to these voices is a necessary condition in order to build bridges accross borders that we ourselves :

ASK The Governments from all Western countries, above all the European ones, to fill the emptiness and absence left hitherto, of a war prevention policy in Balkan countries
ASK for the immediate opening of humanitarian corridors to help those people in Kosova who have been subjected to Serbian aggressions
ASH That, instead of imposing economic sanctions, which affect the population and embitter the hearts, a wide aid programme can be agreed with the two parts in conflict (FRY and Kosova), aiming to detente and show the international commitment for a non violent conflict resolution
ASK the presence of international observer in Kosova, in order to guarantee respect of freedom and human right repeatedly and constantly violated
ASK The Kosova question to be recognized as an international questio and accordingly, that this matter could be dealt with at an international conference to which all Balkan and European countries will take part
ASK that before the conflict will be spreading with no control, the women of Kosova can be listened to : Those women that to the violence of baton, weapons and hunger are able to answer raising up white papers, layng down candles and carrying bread.
 
Oggi di fronte agli appelli disperati e ripetuti che ci provengono dalle migliaia di donne del Kosova che dimostrano in Prishtina, noi, donne impegnate da anni nella ricostruzione della convivenza civile nei paesi della ex Yugoslavia attraverso relazioni di scambio e solidarietà, vogliamo far conoscere la loro voce vitale per la democrazia e la libertà che ha un segno in queste parole: meglio un divorzio pacifico e sviluppare prospere relazioni di vicinato che avere perdite umane e animosità a lungo termine. Ed è proprio perchè riteniamo che una politica di attenzione a queste voci sia condizione necessaria a costruire ponti che attraversino confini :


CHIEDIAMO ai governi dei paesi occidentali, soprattutto quelli europei, di colmare il vuoto e l'assenza,fin qui registrati, di una politica di prevenzione di un conflitto nell’area balcanica.
CHIEDIAMO l'apertura immediata di corridoi umanitari per aiutare le popolazioni dei villaggi del Kosova sottoposti alle aggressioni serbe.
CHIEDIAMO che, al posto delle sanzioni economiche che si ripercuotono sulle popolazioni e che inaspriscono gli animi, si concordi un vasto programma di aiuti con le parti in causa (FRY e Kosova) in funzione distensiva e come segnale di impegno internazionale per una soluzione non violenta del conflitto.
CHIEDIAMO la presenza di osservatori internazionali ai fini di garantire il rispetto della libertà e dei diritti umani costantemente violati.
CHIEDIAMO che la questione del Kosova venga riconosciuta come questione internazionale e che pertanto sia oggetto di una conferenza cui partecipino tutti i paesi dei balcani nonchè i paesi europei.
CHIEDIAMO che prima che il conflitto si allarghi in maniera incontrollabile sia dato ascolto alle donne del Kosova che alla violenza del manganello, delle armi e della fame, rispondono sollevando fogli bianchi, deponendo candele e portando pane.
 
 
SPAZIO PUBBLICO DI DONNE